Cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia. E’ la cosa che ricordo meglio delle lezioni di matematica delle medie. Io sono sempre stato poco versato nella matematica, infatti all’esame di terza media non sapevo minimamente come sbrogliarmela, ovviamente non avevo studiato, non essendo versato in matematica la cosa non mi entusiasmava. All’epoca. Adesso si’. Comunque non avevo studiato, pero’ l’esame dovevo superarlo, allora non sapendo cos’altro fare mi sono inventato un teorema di geometria, cosi’ l’esame l’ho superato. Era un teorema tutto grafico, non aveva alcuna base teorica, almeno cosi’ mi pare di ricordare, pero’ funzionava e presi dieci. E’ un argomento che vorrei approfondire presto, quello della discrepanza fra la teoria e la pratica. Adesso pero’ l’argomento è un altro, e cioè la legge #2. Oggi dopo tanto tempo ho deciso che bisognava fare un po’ di pulizie in casa mia, da quando non ho più un attimo libero è tutta una kermesse, ci sono libri accatastati ovunque, dizionari, lettere chiuse che non voglio aprire perché magari contengono delle scadenze, indumenti, bicchieri sporchi, ciotoline di uva passa, sacchetti di patatine, sacchetti di pistacchi, palline da golf eccetera. Cosi’ dopo aver fatto tre bucati ho deciso, come dicevo, di fare le pulizie: niente di radicale, solo una passata qua e là, in modo che poi quando vado a sedermi alla macchina da scrivere non mi trascino dietro gl’indumenti, è seccante staccarseli dai piedi, gl’indumenti sono come le persone, sono appiccicaticci, io non amo le persone, ne farei volentieri a meno, vorrei vivere in un mondo in cui ci sono soltanto il panettiere, il tabaccaio e il cassiere del supermercato, altro non mi serve, forse ogni tanto il commesso del negozio di scarpe, ma considerando che ho già un numero sufficiente di scarpe posso soprassedere, nella vita bisogna essere parchi. Pero’ non posso uccidere tutti gli abitanti del mondo, allora mi sono chiuso in casa e non ne esco più, almeno all’interno del mio habitat posso fare quello che mi pare e non c’è niente di appiccicaticcio. Salvo gl’indumenti, appunto, quindi per eliminare il problema sono andato in cucina, ho preso la scopa, il bastone per lavare a terra, il cestino della spazzatura, lo straccio giallo, il secchio e il detersivo. Ho raccolto tutti gl’indumenti e li ho buttati nel cestino della spazzatura, e li’ avrei potuto fermarmi; ma avevo deciso di fare un po’ di pulizie, e io sono una persona coerente, quindi sono andato avanti. A quel punto mi è venuto in mente un fumetto di Braccio di Ferro in cui Olivia deve fare le pulizie in casa sua, e procede con metodo: prima spazza per bene dovunque, poi passa lo straccio e poi fa asciugare. Ho una gran pena dei fanciulli che leggono simili baggianate: in virtù della legge #2 non è affatto necessario seguire un ordine preciso in un’operazione, tanto cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia. Per questo io che ho studiato, e ne vado fiero, ho potuto permettermi il lusso della libertà d’azione, cosa che non a tutti è concessa sulla faccia della terra, ci sono tante persone che non avendo studiato non sanno cos’è la libertà, ma non io. Quindi mi sono detto: “Ma perché sprecare energie inutilmente? Scopare è una fase primitiva delle pulizie, dopo c’è il lavaggio, che è molto più efficace. Io lavo. Poi se proprio c’è bisogno passero’ anche la scopa, la legge #2 mi consente questo ed altro”. Ho aperto il flacone del detersivo, che ha emanato un profumo di fiori di campo, ho versato circa un decilitro di liquido sul pavimento, ho preso il bastone ed ho cominciato a lavare. Quando ho finito il mio habitat era di una bellezza notevole, profumato, pulito e lucidissimo. Sono stato molto contento e sono andato a sedermi alla macchina da scrivere pieno d’orgoglio, e ho scritto. Dopo un po’ pero’ mi è venuta sete ed ho pensato di andare in cucina a bere un bel bicchiere di succo d’arancia, e mi sono alzato. Nel camminare pero’ avevo come l’impressione che i piedi non scivolassero, un po’ come accadeva prima quando i vestiti si attaccavano alle caviglie, ma più colloso. Forse il lavaggio non era stato sufficiente, bisognava scopare. E cosi’ ho fatto, ho passato la scopa dovunque. Ero molto contento di me. Poi pero’ mi sono ricordato che volevo bere e sono andato in cucina, ed ho avuto la sensazione che i piedi continuassero ad incollarmisi al pavimento, ma devo essermi sbagliato, in virtù della legge #2 questo non è possibile. Oppure le pulizie domestiche sono soggette al regime della moltiplicazione, e non a quello dell’addizione? Forse che 2+2 è diverso da 2×2? Non capisco.

Due corpi non possono occupare contemporaneamente una medesima porzione dello spazio. Cosi’ a me hanno insegnato a scuola, e io amo la fisica classica. La trovo elegante, seria e comprensibile, non tutte queste schifezze radical-chic della geometria non-euclidea, della fisica quantistica e della fisica subatomica in generale che nessuno di noi le capisce, e allora che le scrivono a fare. Per esempio la storia del gatto. Che cazzo vuol dire che il gatto c’è solo quando lo vedo io. Il gatto o c’è o non c’è. Come l’elettrone: come sarebbe a dire, è probabile che sia li’? Cos’è l’elettrone, una virtualità? No. E’ un elettrone. E’ materia dotata di massa, per quanto piccola. E allora o c’è o non c’è. E dovete dirmi dove sta. Specialmente se ho in mano il phon e casualmente mi trovo vicino al lavabo. Comunque. Mi sono affacciato alla finestra e ho visto una ragazza che spolverava, l’ho guardata bene perché era bellina, almeno cosi’ mi è parso in lontananza, in ogni caso era bionda. Procedeva con metodo: sollevava un oggetto, lo spostava, spolverava nel luogo ove in precedenza si trovava l’oggetto, poi lo riponeva, prendeva un altro oggetto, lo sollevava, spolverava nel luogo di appartenenza dell’oggetto, lo riponeva, e cosi’ via. Ho avuto una gran pena di lei e della sua ignoranza. In virtù della legge #1 tutto quel suo daffare era completamente inutile visto che dove c’è l’oggetto non puo’ esserci la polvere, e viceversa. Dunque non è affatto necessario sollevare l’oggetto, basta spolverare tutto intorno. Io infatti per semplificarmi la vita tengo sempre pile di oggetti su tutte le superfici disponibili: libri, carte, posta che non voglio aprire perché sicuramente è la banca, spiccioli che poi uso quando vado a comprare le sigarette, vecchi scontrini, biglietti da visita, fotocopie sbagliate che pero’ non voglio buttare perché non si sa mai perdessi l’originale buono, soldatini di piombo eccetera. In questo modo sono sicuro che la polvere non puo’ attaccare il mio habitat. A volte pero’ dimentico di riporre un oggetto al suo posto su una determinata superficie, e allora un angolino rimane scoperto. Oggi per esempio mi sono accorto che avevo distrattamente spostato il blocchetto di post-it dal suo legittimo slot accanto alla macchina da scrivere, e quindi al suo posto si era accumulato un velo di polvere. Allora sono andato in cucina, ho preso la spugnetta gialla ed ho spolverato il buco quadrato del blocchetto di post-it. Nel farlo mi sono indebitamente avvicinato alla macchina da scrivere e ho notato che nello spazio che lascio libero per poterci poggiare le braccia si era accumulata un po’ di polvere. Non mi sono rimproverato come nel caso dei post-it: le braccia devo poggiarle per forza; ho semplicemente preso la spugnetta gialla e ho spolverato intorno alla macchina da scrivere, facendo grande attenzione a seguire bene il profilo, tanto sotto alla macchina da scrivere la polvere per legge non poteva esserci. Poi ho finito e ho riposto la spugnetta nel suo slot sul lavello, fra i tappi e l’accendigas. Quando sono tornato mi sono seduto, e nel farlo ho inavvertitamente dato un colpetto alla macchina da scrivere, che si è spostata di qualche millimetro. Mi è sembrato di vedere un piccolo rigo bianco, precisamente corrispondente al profilo della macchina da scrivere, ma devo essermi sbagliato, secondo la legge #1 quest’eventualità è da escludere a priori. Oppure bisogna considerare il profilo-della-macchina-da-scrivere come un oggetto separato dalla macchina-da-scrivere? Forse che devo spolverare anche in mezzo alle parti logiche di cui è composto un oggetto, d’ora in poi? Non capisco.